Se vieni esonerato a cinque partite dal termine di una stagione ormai senza più obiettivi e in cui non si può più salvare praticamente nulla, beh, significa che la situazione è talmente infuocata da poterci versare sopra un intero Oceano senza riuscire a spegnerla. David Moyes e il Manchester United si separano dopo 9 mesi e mezzo di un matrimonio disastroso, che ha reso il ricordo dei fasti di Alex Ferguson una sbiadita fotografia color seppia. Ma trovare un motivo a un esonero di fine campionato – che comunque resta curioso proprio per il periodo in cui si verifica – non è difficile. Anzi, ce ne sarebbero moltissimi, a partire da…

I RISULTATI CONTRO LE BIG

Il Manchester United ha giocato due campionati differenti: se contro le “piccole” ha raccolto 16 successi in 22 partite a fronte di sole 3 sconfitte, contro le big ha conquistato solamente 6 punti in 12 gare, frutto di un solo successo (l’1-0 sull’Arsenal del 10 novembre scorso) e 3 pareggi. Se costruiamo una classifica che comprende soltanto le prime 7 squadre della Premier League, i Red Devils giacciono sul fondo, con soli 6 punti, a distanza siderale dai risultati ottenuti invece da Chelsea, Manchester City e Liverpool. L’ultimo mese, poi, è stato disastroso: lo United ha incassato tre sconfitte contro Liverpool, City ed Everton, subendo 8 gol e realizzandone zero. L’anno scorso, dopo 34 partite, lo United era in testa alla classifica con 84 punti, 27 in più rispetto a questa stagione.

TATTICA

Tornando ai dati di prima, in Inghilterra si divertono a spiegare così i miseri 6 gol realizzati contro le Top6 della Premier League e il -22 complessivo rispetto alla produzione della scorsa stagione (erano 78 alla 34esima giornata): l’esempio preso è quello della partita contro il Fulham, pareggiata 2-2, in cui lo United ha effettuato 82 cross (record dal 2006-07) completandone solamente 18, in un lunghissimo e sterilissimo assedio che ha visto la difesa avversaria liberare l’area in continuazione e con relativa facilità. E se vi state chiedendo come siano arrivati quei due gol, beh, no, non su cross…

L’ODIO DELLA TIFOSERIA

Da “Chosen One”, il Prescelto di Ferguson, a “Wrong one” nel giro di pochi mesi. La contestazione dei tifosi del Manchester United ha toccato l’apice nella partita dello scorso 29 marzo contro l’Aston Villa (tra l’altro vinta 4-1…), quando un piccolo aeroplano ha sorvolato l’Old Trafford srotolando uno striscione molto eloquente. Ma l’ira dei fan, dal palato finissimo e abituati a ben altro calcio e altri risultati nel lunghissimo regno di Sir Alex, ha accompagnato il declino del Manchester United per settimane sui social network, trasformandosi da contestazione rabbiosa in satira ironica (come solo gli inglesi sanno fare…) quando ormai era chiaro che la stagione poteva considerarsi buttata.

IL SUCCESSO DEL LIVERPOOL

I 13 titoli conquistati da Ferguson tra il 1993 e il 2013 hanno lanciato una clamorosa rimonta del Manchester United nei confronti degli acerrimi rivali del Merseyside, agganciati e poi superati e distanziati con gli ultimi due successi del 2011 e 2013. Quest’anno, però, i Reds, ancora fermi a quota 18 titoli dall’ormai lontano 1990, si stanno prendendo una sonora rivincita, ben indirizzati per spezzare l’astinenza. E, si sa, quanto i successi dei nemici possano spesso far male più delle proprie sconfitte.

I SOLDI PERSI O GETTATI AL VENTO

Nonostante il curioso incremento dei profitti derivato dal merchandising, il Manchester United è reduce da una disastrosa campagna acquisti estiva, dove ha mancato tutti i principali obiettivi di mercato, ripiegando poi su Marouane Fellaini e Juan Mata, coppia pagata la cifra esorbitante di 64.6 milioni di sterline. A questo si aggiunge l’ormai matematica impossibilità di chiudere il campionato tra le prime 4 della Premier League, leggasi esclusione dalla prossima Champions League (un evento che non si verificava dal 1995-96) con annesse e ingenti perdite di prestigio e di milioni di euro (o sterline, fate voi).

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Daniele Fantini