1 – CONTE ALL’ESAME EUROPA: BOCCIATO –

Il tecnico pugliese ha avuto il grande merito di raccogliere i cocci abbandonati dei suoi predecessori e di ricostruire una Juventus quando tutti ormai la consideravano morta e defunta. Un lavoro straordinario che ha portato ben tre Scudetti di fila a Torino (l’ultimo potrebbe arrivare lunedì), ma l’esame europeo ha evidenziato tutti i limiti di un tecnico che pecca in maniera vistosa d’esperienza internazionale. Oltre a questo Conte ha voluto insistere su un modulo di gioco (3-5-2) inapplicabile in Europa, senza trovare alternative valide

(colpa anche di una società che non gli ha regalato esterni d’attacco, ndr) e puntando tutto sul campionato, snobbando la seconda competizione europea. Infine l’attacco a Clattenburg dopo la cocente eliminazione col Benfica

, e la ricerca continua di alibi

. Un atteggiamento sbagliato, che ha infastidito anche molti tifosi bianconeri. Se due che in Europa qualcosina hanno vinto come Guardiola e Mourinho hanno fatto autocritica dopo le ultime batoste in Champions, perché chi non ha mai vinto nulla in ambito europeo non riesce ad ammettere le proprie colpe e i meriti degli avversari?

https://it.eurosport.yahoo.com/video/conte-larbitro-ci-presi-giro-072907073.html?format=embed&player_autoplay=false

2 – ROSA INADEGUATA E SPREMUTA –

Il discorso modulo verrà analizzato in estate, con un possibile ritorno alla difesa a quattro. Tutto però passerà dal mercato estivo. Inoltre la rosa bianconera andrà potenziata, e in parte anche ringiovanita. Indipendentemente dalla conferma di Pogba, molti senatori (Buffon, Barzagli e Pirlo su tutti) non sono più ragazzini, e avrebbero bisogno di alternative. Valide.

I vari Ogbonna, Peluso e Padoin, oltre a Giovinco, non possono infatti bastare per vincere in Europa. Senza se e senza ma. Infine una considerazione sulla gestione di Conte di queste ultime settimane

. Con lo Scudetto in tasca – vero, è sempre stato il primo obiettivo sventolato e inseguito da società e tecnico – forse la rosa poteva essere gestita in un altro modo. Dopo l’eliminazione in Champions, Conte non ha regolato e modificato la preparazione atletica

, e anche contro il Sassuolo (a tre giorni dalla sfida con il Benfica) ha fatto riposare in pochi. Inspiegabile poi l’utilizzo di un Vidal cotto, preferito a un Marchisio in gran forma; senza dimenticare la rinuncia (punitiva) del bomber europeo (Quagliarella) per far spazio a chi a gennaio era stato ceduto all’Inter (Vucinic). Misteri.

3 – L’EUROPA NON E’ L’ITALIA –

In Serie A la Vecchia Signora è abituata da tre stagioni a dominare dall’inizio alla fine. In pochissimi casi la squadra di Conte viene aggredita, attaccata e messa in affanno, ma fuori dai propri confini la musica cambia. La realtà è che il campionato italiano è ormai sopravalutato, altri tornei (come quello portoghese per esempio) non hanno più nulla da invidiare al nostro. Anzi. Inutile nascondersi dietro a un dito. Il problema esiste. E così quando una squadra abituata a dominare, vincere quasi tutte le partite da tre anni a questa parte senza conoscere (più o meno) la parola sconfitta si ritrova ad affrontare situazioni nuove e completamente diverse dalla monotonia italiana va in tilt. Un black out che mette a nudo tutti i limiti di una formazione padrona in Italia, ma normalissima in Europa

. Un brutto colpo per la Vecchia Signora, tornata coi piedi per terra, ma anche e soprattutto per il nostro calcio.

4 – TOP PLAYERS: MA SIAMO SICURI?

– Siamo poi certi che i giocatori che giocano in Serie A siano veramente campioni. No perché in finale di Champions ci sono andati Tiago e Diego, ex bidoni juventini, e nel Benfica giocavano Siqueira e Artur (meteore a Udine e Roma). E i campioni, o presunti tali, della Juventus? Tevez, ok, ma l’Apache ha comunque segnato un misero gol in cinque anni di campagne europee. Sicuri che sia un fenomeno? Pogba ha dimostrato che se dovesse arrivare veramente un’offerta da 70 milioni sarebbe folle rifiutarla, mentre nella rosa bianconera chi ha vinto veramente qualcosa a livello internazionale sono solamente in quattro: Tevez appunto, Buffon (Italia e Parma) e Pirlo (con Milan e Italia). Infine Barzagli, altro reduce di Berlino 2006 e campione col Wolfsburg in Germania. Gli altri, a cominciare dai vari Bonucci, Chiellini, Vidal e Marchisio, oltre a Llorente, non hanno vinto nulla fuori dall’Italia: e quando si va a fare la guerra fuori dai propri confini si rischia di pagare a caro prezzo questo limite.

5 – ILLUDERSI SEMPRE E COMUNQUE FA MALE

– Collegato direttamente al punto 4, il discorso è più ampio e travolge il sistema italiano. Ci riteniamo ancora tra il top del calcio europeo, ma è solamente utopia. La Serie A è anni luce indietro rispetto a tutti gli altri campionati, sotto tutti i punti di vista. Così la Regina incontrastata del nostro calcio viene presa a schiaffi da Copenaghen, Galatasaray e Benifca. Triste, e scontato, immaginare cosa avrebbero potuto fare tutte le altre allora… La verità è che la Serie A è sopravalutata, così come tutti i giocatori che vi militano. Non è certo un caso se gente come Lamela, Marquinhos, e perché no anche Lavezzi e soprattutto Cavani, falliscano e deludano fuori dall’Italia, mentre altri etichettati come bidoni o giocatori normali all’estero facciano terra bruciata da noi (Gervinho e Callejon gli ultimi esempi). La nuda e cruda verità è che il calcio italiano, oggi, è di Serie B, e così la Juve si riscopre Regina di un calcio inferiore. Ammetterlo e accettarlo è il primo passo per provare a ripartire, ricostruire e riabilitare la nobiltà decaduta del calcio nostrano.

Non è facile, ma da qualche parte bisognerà pur cominciare.

di Alessandro BRUNETTI (Twitter @AleBrunetti6)

https://it.eurosport.yahoo.com/video/conte-dovremmo-piangere-anche-noi-074450700.html?format=embed&player_autoplay=false