Un campionato dominato e vinto in anticipo nonostante la concorrenza di una strepitosa Roma. La Juventus si gode il terzo Scudetto consecutivo, quello della terza stella ufficiale. E allora, per rendere omaggio alla straordinaria cavalcata bianconera, diamo i voti ai protagonisti. Vediamo chi tra i campioni d’Italia si è distinto, chi ha convinto e chi invece è rimandato. Per valutare ogni singolo giocatore abbiamo considerato solamente le prestazioni in Serie A, tralasciando Champions ed Europa League.

Portieri:

Gianluigi BUFFON 8

– La sua grandezza sta nel farsi trovare sempre pronto. La Juve in campionato subisce sempre poco e concede rare occasioni agli avversari. Nei casi in cui succede c’è lui. Un muro nell’1-0 interno contro l’Udinese alla 14a: Di Natale se lo ricorderà. Mostruoso anche nella trasferta sofferta di Genova contro il Grifone alla 28a: il rigore parato a Calaiò è il 20° della sua strepitosa carriera. Nel mezzo la solita sostanza, la solita classe, il solito carisma: un capitano vero, che ha superato anche la leggenda Zoff come numero di presenze in bianconero.

Marco STORARI 6,5

– Quattro presenze in campionato, con tre gol subiti. La sua affidabilità comunque non si discute. Davanti ha un fenomeno che fisicamente è ancora integro.

Difensori:

Giorgio CHIELLINI 8

– Tre reti all’attivo. È stato il più utilizzato tra i difensori bianconeri, nonostante l’infortunio che a febbraio lo ha messo ko per quattro partite. Se atleticamente sta bene è fastidioso per qualsiasi attaccante. Nel 3-0 interno alla Roma ha giocata la sua gara perfetta.

Leonardo BONUCCI 7,5

– Ha trovato sicurezza. È cresciuto a livello mentale. Ha personalità e la vicinanza di Barzagli e Chiellini gli ha permesso di maturare. Nel 3-5-2 di Conte, quando Pirlo viene pressato, tocca a lui impostare. A volte l’ha fatto bene (i due assist alla Lazio alla 2°a), altre meno. Qui può ancora migliorare. Le due reti in campionato ne certificano la consueta pericolosità in area avversaria.

Stephan LICHTSTEINER 7,5

– Sette assist decisivi e due reti. La “locomotiva svizzera” ha dato il suo contributo anche quest’anno. Un infortunio gli ha fatto saltare praticamente tutta la prima parte di stagione. Poi è rientrato e ha cominciato ad ingranare. Lo schema cross di Lichtsteiner e colpo di testa di Llorente è diventata una piacevole consuetudine per i tifosi bianconeri.

Andrea BARZAGLI 7,5

– Meno brillante rispetto alle due precedenti stagioni, ma sempre prezioso. Anche lui ha pagato diversi acciacchi fisici (polpaccio e tendine), ma quando ha giocato ha sempre convinto. La prestazione super? Quella alla 12a, nel 3-0 casalingo al Napoli. Higuain ha subito più anticipi in quella partita che nel resto della stagione.

Martin CACERES 7

– Utile, soprattutto nelle ultime giornate. Alterna ancora grandi chiusure ad amnesie paurose, ma Conte lo ha reso un ottimo centrale. L’uruguaiano faticava a giocare nella difesa a tre, mentre ora viene utilizzato solo in quel ruolo. Trasformazione completata.

Federico PELUSO 6

– Poche presenze, un gol al Sassuolo. Si pensava potesse giocare un po’ di più.

Angelo OGBONNA 5

– Pagarlo 13 milioni di euro più 2 di bonus è come pagare 10 euro un caffè alle macchinette. Investimento, per adesso, folle. Insicuro, impreciso, lento, inadeguato, poco adatto sia come centrale che come difensore sinistro nella difesa a tre. Le prestazioni con Lazio e Sassuolo hanno confermato che, probabilmente, è stato sopravvalutato. O Conte riesce a lavorarci, o la Juve deve tornare sul mercato a caccia di un difensore.

Centrocampisti:

Paul POGBA 8,5

– Monet, Manet, Renoir, Pogba. Certo, giochiamo, ma il francesino metaforicamente può essere associato ai grandi pittori impressionisti transalpini. Come loro, infatti, impressiona nel disegnare traiettorie mirabolanti e nel fornire giocate tanto eleganti quanto produttive. L’anno della consacrazione è arrivato. Ha deciso il derby, ha siglato dei capolavori con Napoli, Sampdoria e Bologna. I tifosi juventini si augurano rimanga a lungo. E che non segua le orme dei grandi impressionisti francesi. Loro, infatti, nella seconda metà dell’ottocento creavano le loro opere a Parigi…

Arturo VIDAL 8,5

– Doppia cifra per il secondo anno consecutivo. Nell’ultimo mese è calato, dopo aver giocato due/terzi della stagione a ritmi incredibili. Centrocampista unico, sempre più completo: difende e attacca con la stessa efficacia. Per farlo, dicendola alla Carboni, “ci vuole un fisico bestiale”. Lui ce l’ha. Idolo dei bianconeri che lo hanno già eletto simbolo del futuro. Il “Guerriero” è senza dubbio uno degli uomini Scudetto.

Andrea PIRLO 8,5

– Quattro gol, quattro perle su punizione: Milan, Catania, Napoli e, soprattutto, Genoa. Sì, perché la traiettoria che ha disegnato nel finale della sfida di Marassi resterà nel cuore degli juventini. 0-1, tre punti, e passo decisivo verso il tricolore. Passano gli anni, lui corre un po’ meno, ma quando ha la palla tra i piedi dona emozioni. Un Signore del calcio che il popolo bianconero si gusterà per altre due stagioni.

Kwadwo ASAMOAH 7,5

– Il ruolo ormai lo padroneggia. Tra febbraio e marzo è tornato ad essere l’Asamoah dei primi mesi alla Juventus. Il gol alla Fiorentina alla 27a è uno dei più belli dell’anno. Insomma, il ghanese va annoverato sicuramente tra i protagonisti del terzo titolo consecutivo.

Claudio MARCHISIO 7

– Nove, sei, tre. Sono le marcature progressive in campionato del “Principino” nelle ultime tre stagioni. Involuzione? I dati dicono che ha ridotto di un terzo la produzione realizzativa e, quest’anno, è sembrato pagare la concorrenza di Pogba e Vidal, spesso preferitigli da Conte. Positiva, invece, la duttilità: in qualche occasione ha sostituito Pirlo in regia, mostrando competenza nel ruolo.

Simone PADOIN 6

– Tante presenze (20) anche se spesso nei minuti finali di gara. Conte lo considera parte del gruppo. Lui, in silenzio, risponde sempre presente.

Mauricio ISLA 5,5

– Ok, sicuramente migliorato rispetto allo scorso campionato. Ma ancora lontanissimo dall’Isla visto a Udine. La differenza con Lichtsteiner è abissale. Sembra sempre impaurito, timido, in difficoltà. E con la maglia della Juventus non ha ancora segnato un gol.

Simone PEPE s.v.

– La presenza in Coppa Italia a dicembre aveva illuso. Sembrava potesse tornare e invece, sfortunatissimo, ha guardato, per il secondo anno, dalla panchina i trionfi dei suoi compagni. Si riprenderà mai?

Attaccanti:

Carlos TEVEZ 9

– Ecco il migliore bianconero dell’anno. Gol a grappoli, giocate da campione, decisivo nei momenti decisivi. Un fuoriclasse pagato “solo” 9 milioni di euro. La “10” non gli pesata affatto e la “garra” che ha messo in campo ogni partita lo ha reso subito beniamino della tifoseria juventina. Grande coppia con Llorente: in Serie A nessuno come loro.

Fernando LLORENTE 8

– Una sorpresa. Perché nessuno si aspettava che ne mettesse 15 in campionato e perché nessuno si immaginava che potesse esser così decisivo. No, non era solo bello.

Sebastian GIOVINCO 6,5

– Le ultime apparizioni ne hanno rivalutato un po’ la stagione. Solo due gol, poche presenze da titolare e la netta sensazione che il suo futuro sia lontano da Torino. Giovinco, difeso apertamente anche da Conte, non ha mai dimostrato di essere davvero da Juve.

Pablo Daniel OSVALDO 5

– Che delusione! Arrivato a Torino per conquistarsi il Mondiale, è stato confinato ad essere una comparsa. Zero gol in A con la maglia bianconera e in partite decisive, come a Napoli, ha deluso. Riscattarlo sarebbe un azzardo.

Fabio QUAGLIARELLA 6

– Un vero mistero. Quando è stato chiamato in causa nella prima parte di stagione ha sempre dato il suo apporto. Da gennaio in poi, invece, solo tre presenze. Il rapporto con Conte non è mai decollato e lui si è ritrovato ad essere l’ultimo attaccante.

Mirko VUCINIC 5

– Doveva andare all’Inter a gennaio. Ecco, la sua stagione si è fermata lì. Non che prima avesse fatto tanto: due gol a Lazio e Roma. E le solite partitelle giocate in punta di piedi. Lascerà a fine anno? Sicuramente nelle due stagioni precedenti aveva fatto molto molto meglio.

Allenatore:

Antonio CONTE: 10

– Condottiero, trascinatore, stratega, anche mediatico. La Juventus di Conte ha inanellato record, ha rullato ogni avversario gli capitasse di fronte, comprese Napoli e Roma, umiliate a Torino con due secchi 3-0. Il tecnico pugliese ha vinto il terzo Scudetto di fila, dominando nel gioco, mostrando solidità e cinismo. E dimostrandosi anche abile nel trovare nuove motivazioni e nuovi stimoli nei suoi giocatori. La crescita di Pogba e i tanti gol della coppia Tevez-Llorente sono sue personali vittorie. Per quanto riguarda la Serie A non si può dire nulla: bisogna solo applaudirlo. Per l’Europa il discorso è diverso. Ma se la Juventus non gli dà fiducia illimitata fa un grande errore.

di Enrico TURCATO (Twitter@EnricoTurcato)

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