Doveva essere una giornata campale, è stata al contrario del tutto interlocutoria. Già, l’espressione “tutto vero” che tanti soavi ricordi evoca si è tramutata in un beffardo boomerang: è tutto vero, 11 anni dopo aver sollevato al cielo di Berlino la Coppa del Mondo siamo clamorosamente fuori dal Mondiale. Ma come hanno vissuto i sorteggi del “Mondiale degli altri” gli italiani? Un’occhiata a twitter – significativo termometro della pancia del nostro Paese – può accorrere in nostro soccorso.

Partiamo dalla prima reazione, la più immediata: quella sensazione tra il grottesco, il surreale ma soprattutto l’indignato per l’incredibile assenza della pallina dell’Italia nell’urna del Palazzo del Cremlino. Sono passate quasi tre settimane ma la ferita è tutt’altro che rimarginata.

Nel frattempo siamo ancora orfani di Presidente della FIGC (oltre che di commissario tecnico) e non c’è ancora un progetto nitido di rifondazione all’orizzonte. Male, anzi malissimo….

Qualcuno cerca di alleggerire il clima plumbeo: il sorteggio di Mosca come la festa delle media a cui non siamo stati invitati. Come faceva quella canzone degli Eli?

Qualcuno invece non vuole sentire ragioni: scatta il boicottaggio automatico…

Oppure l’invito a cambiare canale optando per la tv generalista!

Eppure un po’ di Italia c’è: nelle vesti del “presidente della Repubblica del 2006” Fabio Cannavaro (Cannavaro/Cannavaro/Cannavaro)….

E in quelle, perché no, del presidente in carica della FIFA Gianni Infantino (italiano naturalizzato svizzero, ma tant’è!), come abbiamo simpaticamente ricordato ai nostri colleghi francesi rispondendo alla loro “provocazione” via twitter.

Insomma, non essere della partita fa davvero male. Fa male a tutti, sportivi e non, ancor di più a quei papà che non aspettavano altro che trasmettere ai propri figli la passione per questo splendido sport. Quale miglior occasione che vivere notti magiche insieme? E invece no. Già, la nave verso Russia 2018 è ormai salpata e non far parte dell’equipaggio è un qualcosa che ancora non si realizza fino in fondo. Permetteci una postilla però: sarà un Mondiale da gustarsi fino in fondo anche senza gli azzurri: una volta elaborato il lutto non limitiamoci a guardare il nostro orticello, perchè In Russia sarà impegnata la crème de la crème del calcio mondiale e la strada per tornare grandi passa anche dall’osservare i più bravi.